Vaffanblog dedicato al mio ego
 

 

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Una Via Di Mezzo Fra Me Stessa E Il Mio Alter Ego.
 
 
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domenica, 11 giugno 2006

Chi dice che le donne al volante sono una tragedia non si è mai trovato ad avere a che fare coi camionisti.

Viva per miracolo, la mia auto distrutta.

'fanculo.. aveva sei mesi di vita.

'fanculo sono piena di lividi, ho le costole rotte, mi sembra di avere novanta anni e ho graffi ovunque, perfino uno sul sedere.

Lunghi giorni in ospedale, ho sfanculato metà del personale paramedico e medico del reparto e credo di essere stata una paziente molto difficile da gestire, questo ovviamente perchè da buona sfigata sono capitata in un reparto dove hanno scordato educazione, pulizia e rispetto del malato. Non faccio di tutta l'erba un fascio ovviamente..

Mi girano e non poco, la degenza è stata orribile, ora mi tocca una convalescenza a casa con mia madre (con voce fantozziana)..

La domanda di oggi è questa: partendo dal presupposto che Marty sopporta sua madre sino al limite massimo e da buona figlia la rispetta evitando di sfancularla, questa volta, riuscirà a mantenere la calma?

Ai posteri l'ardua sentenza, nel frattempo cambio la medicazione a tutti i miei graffi etc..

 

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venerdì, 02 giugno 2006

C’e vento stasera, un forte vento di mare.
Mi sono fatta carina.
Ho lasciato i capelli sciolti.
Ho messo su il vestito nero nuovo, quello un po’ aderente ma non troppo.
Ho indossato anche le scarpe con i tacchi a spillo.
Un filo di lucidalabbra, poco, giusto per vezzo.
Gli ingredienti ci sono tutti, manco solo io, la ciliegina sulla torta.
Ho fatto tutto velocemente, poi, non si dica che le donne ci stanno un’infinità di tempo a prepararsi..
L’ho fatto apposta, lo ammetto.
Vuoi parlarmi? Va bene.. e allora vediamo se riesci a parlarmi stasera, o se preferisci guardarmi.
E’ una sfida, fra il tuo essere maschio e la mia ferrea volontà di non sentire più le tue scuse, quelle che offendono la mia intelligenza.
Stasera mi va che stai zitto e non dici nulla, voglio che mi guardi e basta.
Guardare e non toccare, guardare e non sfiorarmi.
Potrai parlarmi solo il giorno in cui ti chiederò di dirmi una bugia, prima no, prima di quel giorno devi soltanto tacere.
Così ti incontro, un posto qualsiasi e tu mi guardi, sai dire solo.. Marty, io.. lo ripeti almeno tre volte prima di salutarmi, ma Marty stasera non è con te.
Il locale è carino, hanno cambiato gestione da poco, non c’ero ancora stata da quando hanno rinnovato.
Mi guardi imbarazzato, hai perso la voce, io ti fisso e canticchio la canzone in sottofondo, di tanto in tanto bevo.
“Avrei delle cose da dirti, parto sempre con ogni buon intento, poi, quando ti vedo tutto crolla miseramente, hai il potere di rendermi un uomo fragile.”
Rido e continuo a fissarti in silenzio per darti la possibilità di sfoggiare tutto il tuo essere meschino, ho cambiato idea, adesso le tue parole le voglio, eccome se le voglio, guardami e parla!
“Sai, tu sei talmente sfuggevole, talmente rispettosa dei miei spazi, che ho sempre pensato che la nostra storia non fosse un impegno per te..”
Continuo a fissarti mentre penso che sei un imbecille, chiunque pagherebbe per avere accanto una donna che prova a fidarsi e non ti soffoca..
“E’ stato un momento di sconforto, ci siamo trovati in crisi entrambi, ubriachi …” No, questo è troppo, mi alzo in piedi..
“Che fai, siediti, ti prego.. vedi, andare con lei mi ha fatto capire che amo te, che sei tu quella che voglio… e comunque te lo avrei detto che sono andato a letto con lei .. che per altro è pure brutta..” Certamente… di solito è così che una persona si accorge di essere innamorata.. raccolgo la borsa e me ne vado, senza dire una parola.
Raggiungo la macchina, salgo e sparisco. Sono nera ma dopo qualche minuto scoppio a ridere, risata isterica mentre il cellulare non la smette di trillare.
Poi un sms: dimmi dove sei e ti raggiungo, non posso farti andare via così.
Rispondo: bimbo, siamo usciti insieme tre volte, troppo poche per sentirmi dispiaciuta. Mi spiace, ma non verrai a letto con me stasera per scoprire che sei innamorato di lei.
Spengo il cellulare e accosto l’auto al parcheggio sulla passeggiata. Scendo, il vento …respiro, chiudo gli occhi, solo qualche istante e poi torno a casa.

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mercoledì, 31 maggio 2006

Mi piacciono le tue mani, hanno le dita sottili, lunghe, affusolate. Mi piace come curi le unghie, ne’ corte e ne’ lunghe, nessuno smalto appariscente, nessuna violazione narcisistica, eppure il tuo corpo possiede nascondigli segreti che hai sfregiato con tatuaggi e piercing, egoista! Li vuoi tenere tutti per te, senza dover spiegare a nessuno il perché di certi momenti tutti tuoi. C’è sempre una parte di te nascosta nell’ombra, che non vuoi dare…
Non sono poi molte le cose che mi piacciono di te, forse il tuo culo e il tuo cuore (parafrasando Vecchioni) e forse anche la voce; poi, quell’andatura decisa e tranquilla e la schiena. Niente altro. Niente altro del tuo essere attorno al tuo cuore e al tuo cervello…
Ho riletto alcune pagine del diario dei tuoi quindici anni: volevi gli occhi scuri, i capelli rossi e dieci centimetri di meno di altezza. Volevi crescere, girare il mondo e imparare a conoscerti meglio.
Guardati adesso, sei rimasta la stessa, identica femmina che cerca quei lati di se che ha nascosto in fondo, dove nemmeno lei stessa spesso riesce ad arrivare.
La tua anima.
Eppure c’è, esiste, è sempre la, dove l’hai seppellita quando ti sei stancata di sognare di avere occhi scuri e profondi e una mente affascinante, aperta al sapere e alla curiosità.
Eh … Marty, Marty… il tempo passa inesorabile e sei ancora ferma al bivio, chiudi gli occhi, fai una piroetta su te stessa e vai, segui l’istinto, segui il tuo tempo…
Panta rei …

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mercoledì, 31 maggio 2006

Ti svegli alla mattina, nella confusione della fretta e nel pensare a che farai, mentre è troppo presto per un ragionamento coerente, hai solo voglia della doccia gelida e del tuo caffè, forte e amaro.
Sei lenta, ti trascini nella noia di un giorno che ha smarrito il suo entusiasmo e non vuoi pensarci.
Impossibile pensarci prima del secondo caffè.
Il traffico, la strada, finisci di abbottonare la camicetta mentre giri la chiave di accensione dell'auto e col fermaglio in bocca, attendi di partire per legare i capelli meglio che puoi, tanto da tradire la coerenza e mostrarti ordinata, contrariamente ai tuoi pensieri che ora sono sparsi tutti attorno, ma tu devi guidare, non puoi pensarci adesso.
Ci penserai al prossimo semaforo rosso, adesso non si può.
"Oddio che coda", sospiri e sbuffi annoiata, mentre giocherelli con le dita sul volante e di tanto in tanto ti guardi nello specchio assottigliando lo sguardo per poi distoglierlo e spostare la tua attenzione fuori ad osservare la gente che cammina a tempo di musica, della tua musica.
Scorrono le note come scorrono i pensieri ma adesso è meglio non pensarci, non mentre ascolti questa canzone..
Il traffico, la gente, il parcheggio e finalmente lo studio.
"Non ci sono per nessuno" e chiudi la porta, ti togli le scarpe e la giacca e cammini sul tappeto, è morbido, fa il solletico, c'è un sottile piacere anche in questo mentre un pensiero ti batte sulla spalla e ti sussurra "ciao, io sono ciò che hai rimandato di fare quando hai messo in moto, ti ricordi? Dovevi avere a che fare con me al primo semaforo rosso e invece ti sei dimenticata" penso e immagino la scena e mi siedo.
Accendo il computer e una sigaretta, non so cosa spegnerò prima, oggi non mi va di fare niente, ho solo voglia del terzo caffè, sempre nero, sempre più amaro.
Squilla qualcosa, ma non rispondo e nel trillo che non si placa mi torna alla mente un film "C'era una volta in America" il trillo, la fumeria d'oppio e nuddles fatto come un cocco, rinchiuso li da giorni, rinchiuso li per non pensare.
.. E bravo nuddles
Alzo la cornetta e chiedo il mio caffè, spengo la sigaretta e spalanco la finestra.
Aria fresca, questo è il segreto, questo è quello che mi sta fregando, che mi sta portando via.
Respiro profondamente e chiudo gli occhi per pochi secondi, sento il sole sul viso, sento.

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martedì, 30 maggio 2006

C'era una volta Marty ai fornelli..

Capelli legati, mega grembiulone asettico, sguardo fisso sulle fragole (di cui dire che è ghiotta è estremamente riduttivo)..

Risultato.. una bella torta con crema pasticcera, frutta di stagione e gelatina di frutta.. tutto rigorosamente sano, ergo non preparato con ingredienti pre-confezionati...

E adesso? Che faccio per non pensare a niente?

Su, mi occorrono consigli.. che aspettate?

non lo ritratta: thewomaninred alle ore 20:47 | Permalink | commenti (8)
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lunedì, 29 maggio 2006

… E vabbè, anzi, evabbè …
E’ vero, noi donne, passata la trentina, spesso, se single (ogni virgola un respiro) ci sentiamo sagge, adulte, responsabili e soprattutto in grado di dispensare consigli, nonché di pontificare a destra e a manca, soprattutto sull’altrui vita.
È successo oggi pomeriggio, mia madre, che la trentina l’ha passata da 26 anni, mi marca stretta ... “Marty, hai 30 anni e non hai uno straccio di uomo accanto, sei S.O.L.A (!!!!!) .. trovati un fidanzato e non farti condizionare da quello che è capitato a tua sorella..”
Cartello segnaletico .. attenzione caduta coglioni in corso.
“Mamma, per favore, cambiamo argomento, il fatto che la pensiamo diversamente ormai è un dato di fatto…”
Porgo l’altra guancia con educazione e rispetto anche se sono due anni che ogni volta che mi vede, ed ora che sono per qualche tempo di passaggio a casa sua, mi trita le ovaie con i soliti discorsi, a volte ha sfiorato perfino la follia, lanciandosi addirittura a parlare di sesso con me perché (evvivadio) per lei ho raggiunto lo status di donna e non sono più una bambina, ma lei, anche questa volta non si arrende..
“Ma lo sai che alla tua età avevo già te e i tuoi fratelli, ma lo sai che una donna a 30 anni è al massimo della sua sessualità (ah si? Non lo sapevo) e che non poterla vivere genera frustrazioni che le possono condizionare la vita?
Penso.. “Mamma, mi stai dicendo che sono una frustrata del cazzo perché secondo te non scopo?” e resto in silenzio continuando a bere latte e menta per non alimentare un discorso assurdo… e lei, inarrestabile prosegue ad illustrarmi le sue bizzarre teorie.
“Marty, sei una bella ragazza, intelligente, simpatica (arghhhh.. simpatica a me!!! Oddio ora scoppio), è mai possibile che non riesci a trovarti un uomo (.. ma chi lo cerca!!!) e soprattutto se lo trovi non riesci a tenertelo.. (mamma.. ti prometto che il prossimo me lo lego stretto stretto con una corda al punto vita).. Anche quel povero Filippo, lo hai fatto scappare..
Le mie estremità inferiori, all’improvviso assumono un colorito rosso fragola e in un lampo, quel rossore prende possesso delle mie guance proprio mentre fa il suo ingresso in cucina mia sorella, con la nipotina in braccio.. appena in tempo per sentire l’ultima frase e per dire a sua figlia.. “Senti piccola.. ora la nonna e la zia ci fanno divertire.. guarda come si arrabbia la zia adesso… “
Esplodo..
“Mamma.. Filippo (si cazzo, Filippo, il figlio della tua cara amica, proprio lui, quello stronzo, infame e figlio di.. appunto .. la tua amica il che è già tutto un programma” mi ha mollato per tornare con la sua ex.. era innamorato di lei.. e poi scusa.. ti sei mai chiesta se.. “
Mi interrompe.. anzi, no.. parla mentre io parlo “ecco.. non sei nemmeno stata capace di farlo innamorare, se eri furba non te lo facevi scappare..”
“Cribbio.. “ mi alzo .. “non ti è mai passato per la mente che sto bene così, che il fatto di non avere un uomo non significa necessariamente vivere in astinenza? Non ti tange il fatto che è possibile che io NON mi senta per niente sola, che faccia quello che voglio quando voglio e che mettermi col primo che passa e fare la squallida fine di stare con qualcuno tanto per dimostrare a te di non essere single mi farebbe sentire patetica, finta e anche un po’ zoccola?
A questo punto mi si altera la mamma.. “ Ah si? E andare a letto con qualcuno che non è tuo marito come ti fa sentire?”
Ecco, siamo arrivate al velato insulto..
“Mamma.. capita, conosci una persona che ti piace tanto e dopo un po’ che la frequenti, quando ancora non ti ha chiesto di sposarlo, magari succede..”
L’ultimo attimo di calma lo consumo con questa frase, ma lei non lo comprende..
“Io sono andata con tuo padre dopo il matrimonio…”
“Mamma.. siamo nel 2006… che faccio, l’addio monti e mi trasferisco perché ho peccato? Scusa ma.. non mi vedrai mai fare la santa per compiacerti, io sono quello che sono e non mi nascondo, non ritengo di dovermi vergognare di niente e poi ora basta, mi sono rotta le balle …”
E lei… “Smettila di dire parolacce che tua nipote ti sente!!”
E.. sti cazzi.. mia nipote ha cinque giorni …

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domenica, 28 maggio 2006

Ho caldo, troppo poco caldo per accendere l’aria condizionata, ma abbastanza da spogliarmi; ho voltato la sedia della scrivania verso la finestra e sono rimasta 20 minuti coi piedi nudi, posati sul davanzale a guardare le luci della notte e a pensare a me, alle cose che di me cambiano, a cosa resta di me, dopo 30 anni.
E’ rimasto poco di quella che ero, praticamente nulla, solo l’anima resta quella di sempre. Quell’anima satura di paure e rabbie che ferma e sola, insiste e non si arrende a non voler far parte del gregge.
Ho chiuso gli occhi e respirato profondamente, l’aria fresca della notte mi ha accesa, i pensieri mi hanno turbata, ho voltato la sedia verso la scrivania e dato le spalle alla notte, poi ho incominciato a scrivere, scrivere, scrivere… il fiume è in piena stanotte.
Scrivere è come piangere, come nuotare in un mare ribelle che ti accompagna e spinge con le sue correnti, è come un amante focoso che ti tortura di dolcezza mentre ti vizia di sesso.
Scrivere, stanotte, mi sta portando via..

non lo ritratta: thewomaninred alle ore 23:48 | Permalink | commenti (6)
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sabato, 27 maggio 2006

Mi capita raramente che la “testa” di un uomo mi colpisca e nel contempo lo trovi attraente. Quelle rare volte che accade, se corrisposta, ovviamente, ci sono tutti i presupposti per conoscere meglio il soggetto e come si sul dire, battere il ferro fin che è caldo.
Negli ultimi tempi mi è capitato di conoscere un collega che opera fuori sede, il quale in via del tutto eccezionale si è trovato a collaborare con noi per un paio di mesi.
Moro, occhi verdi, alto, fisico atletico, questa la descrizione fattami dalle solite colleghe arrapate prima ancora che lo incontrassi e conoscessi personalmente.
Siccome non è che vada propriamente in cerca di compagnia perché fondamentalmente convinta che le occasioni capitano quando è il momento e poiché generalmente non mi basta il fatto che un uomo sia carino per desiderare conoscerlo meglio, non mi sono accodata alle oche durante le varie pause quotidiane e non sono andata a sbavare attorno al nuovo arrivato.
Ergo, dopo due settimane che cooperava col mio team, non ci eravamo ancora incontrati, solo parlati al telefono in un paio di occasioni, per definire dettagli di un contratto.
Il lunedì della terza settimana il boss organizza la solita noiosissima cena di lavoro. Mani nei capelli, armata di pazienza e di sano scazzo (quella sera avrei dovuto uscire con delle amiche di passaggio dalla mie parti che si fermavano solo due giorni e che non vedevo da una vita) decido che per protesta silente, mi presenterò alla cena non nei soliti panni da brava e compita manager rampante, bensì con l’animaccia di traverso, ovvero look tempo libero di Marty.
A questo punto ci sarebbe tutto un capitolo da aprire sul look di Marty nel tempo libero, ma eviterò per un sano moto di bontà e di stanchezza che in questo momento mi attanaglia..
Insomma, vestita di nero e sbarazzina (tagliamola corta), mi presento alla cena con l’intenzione di sfoggiare tutta la mia frustrazione e la mia ironia.
Parcheggio l’auto e i quattro pecoroni (così definisco quattro leccaculi che girano insieme come i quattro dell’ave maria) mi attendono al varco..
“Toh.. ma guarda, non me lo avevano mica detto che alla cena c’erano anche le cubiste”.. (Giuro che non avevo il culo di fuori o scollature particolarmente generose).. “Ah .. ma non è una cubista, è la Marty.. “ ostentata gomitata al collega “Mi sa che stasera tornate a casa a piedi, io ho da fare”
Alzo gli occhi, lo fisso e penso “Per me puoi crepare tu, e quei tre coglioni che ti porti dietro” poi sorridendo e con voce pacata rispondo “Vabbè, poverini, se li lasci a piedi li accompagno a casa io, tanto la strada per la discarica non è intasata di traffico di sera” e mi avvio al ristorante del tutto incurante che dietro c’era lui.
La serata è partita in quel modo e proseguita sullo stesso tono, solo che al ristorante lui era seduto di fronte a me.
Mi prendevano in giro perché non mi abbuffavo come una scrofa (cosa che tutti fanno alle cene aziendali) ma avevo lo stomaco chiuso dalla rabbia e il menu era deludente e se permettete, per una che cucina da dio come me, cibarmi di tali schifezze è assolutamente negativo.
Lui mi guardava e sorrideva, senza spiaccicare una parola, io guardavo tutte le persone a cui rispondevo e poi tornavo zitta, persa nei cavoli miei.
Dopo la cena raggiungevo finalmente le amiche in un locale dove fanno musica dal vivo e il mio umore cambiava, fin quando guardandomi attorno distrattamente mi accorgevo che anche lui era li, con altri due mie colleghi abbastanza simpatici. Dopo dieci minuti erano seduti con noi e si incominciava a parlare.
Lui parlava, parlava ed io ascoltavo, forse sarà stato il bicchiere di nonricordocosa che avevo nelle mani, forse la buona musica che allietava le nostre orecchie, ma quello che diceva mi piaceva ed erano almeno due anni che il cervello di un uomo non mi faceva quell’effetto.
Eh si, perché per me, l’uomo i brividi in corpo me li mette solo in due casi: o mi arrapa il cervello o mi arrapa i sensi e comunque, solitamente, se mi arrapa il cervello i sensi mi seguono a ruota.
Ricordo che dopo un’ora ininterrotta di scambi verbali ho pensato “che figo!”
C’era solo una cosa che non mi era ancora venuta in mente in quel momento… cazzo, è un collega e Marty ha le sue regole.. lavoro e storie sono cose separate.
Il mese e mezzo restante è stato un susseguirsi di telefonate, battute e discorsi. Ogni volta che stava per lanciarsi io lo bloccavo, poi mi chiudevo nei bagni a pizzicarmi il sedere da sola per essere così testa di cazzo da non saper trasgredire alle regole che mi impongo.
Venerdì, ultimo giorno di lavoro suo in azienda con noi, sono stata marcata stretta e volutamente mai rimasta sola, sono perfino uscita più tardi dall’ufficio di proposito e lui era li e senza che mai gli dicessi una parola aveva capito perché evitavo determinate argomentazioni.
“Allora.. che fai stasera? Vieni a cena con me?” ed io fra me e me “si, subito.. volo..” e invece “No, Roberto, mi dispiace, ho un impegno stasera”… e lui “vabbè dai, facciamo domani allora, se ti va passiamo il fine settimana insieme e parto lunedì” ed io.. “dammi il tempo di passare dai miei un attimo a prendere qualcosa per cambiarmi e arrivo immediatamente” pensavo mentre dicevo “esce mia sorella dall’ospedale, con la bimba, non posso, avrà bisogno di me”…
Attimo di silenzio..
Si avvicina per baciarmi..
Occazzarola proprio sotto all’ufficio.. mo’ che faccio..
A pochi millimetri dalle mie labbra mi sussurra … “non ho proprio nessuna speranza di sentirmi dire un si?”
Per poco svengo…
Alito degno delle fogne di Calcutta..
Mi ritraggo e borbotto qualcosa totalmente delusa..
“Scusa, devo andare.. buon rientro a casa..”
Certo che la Marty c’ha un culo con gli uomini!

non lo ritratta: thewomaninred alle ore 22:43 | Permalink | commenti (5)
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venerdì, 26 maggio 2006

Una delle cose che più mi infastidiscono è la superficialità con la quale talune persone giudicano la gente. Sono poche le persone che cercano di andare oltre le apparenze, oltre il primo impatto, oltre a tutto ciò che stabiliscono nella loro testa dopo dieci minuti che ti hanno conosciuto.
Diffido di chi afferma che la prima impressione è quella giusta. Diffido di chi si vanta di possedere un intuito particolare nel saper giudicare le persone.
Sono antisociale per eccellenza ed uno dei miei più grandi divertimenti è quello di fare l’antipatica. Non sono maleducata, mai, semplicemente evito i salamelecchi e sono burbera restando fortemente sulle mie.
Tutto ciò accade principalmente in ambito lavorativo e nonostante la mia professione richieda il contatto con il prossimo, anche se sono antipatica e me ne sto sulle mie, nessuno si è mai lamentato.
Proprio per questa serie di motivi, in azienda, circolano voci allucinanti sul mio conto, alcune diverranno presto leggende metropolitane.
L’ultima, fresca di giornata, narra che la sottoscritta sta per firmare un contratto di lavoro con la concorrenza.
E’ da quando me lo hanno riportato che rido come una scema.

non lo ritratta: thewomaninred alle ore 21:08 | Permalink | commenti (3)
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giovedì, 25 maggio 2006

Oggi mi hanno toccato il culo senza autorizzazione preventiva. Un tale per la strada ha allungato le mani, era un ragazzetto bianco, pallido, smunto. Mi sono voltata di scatto pronta con la pizza di ordinanza in canna ma si è allontanato bruscamente, mantenendosi a distanza e guardandomi con lo sguardo del bambino che ha rubato la marmellata. "Porco" ha urlato la mia collega ed io, lo ammetto, poco finemente, l'ho apostrofato con "ecco bravo, ora vai a impiccarti di seghe" e lui, quell'essere apparentemente puerile e perverso mi ha risposto "se mi fai toccare anche le tette sto a posto per un anno". Mi ha fregata, non ho saputo rispondere. Poi la mia collega mi ha sgridata, dicendo che avevo le tette in mostra, perplessa ho pensato che avesse fatto colazione col limoncello dato che la mia serissima camicetta bianca era abbottonata sino al penultimo bottone e per nulla aderente... ma lei insisteva. Hai troppo seno,  sei volgare.. è normale che ti guardino.. anche io, ai miei tempi non potevo fare un passo per la strada.

Oh cazzo.. che faccio, me le taglio? Perchè tu ai tuoi tempi (per altro molto vicini al mesozoico) potevi girare indisturbata senza essere volgare e io no?

Perchè dopo i sessanta le donne fanno le moraliste e si scandalizzano quando ai loro tempi ne hanno fatte più di Carlo in Francia?

Ai miei tempi le donne non si facevano le operazioni estetiche.!!!

Beh io mica ho le tette rifatte, vuoi lapidarmi per questo? Tremo di paura ad ogni controllo dentistico, ogni qualvolta devo fare anche solo un'iniezione, figuriamoci se mi farei toccare da un bisturi se non seriamente costretta. Poi ho pensato che invecchiando sarò orrenda, non che sia contraria, ma non avrei mai le palle per farmi fare dei ritocchi estetici...

non lo ritratta: thewomaninred alle ore 23:59 | Permalink | commenti (5)
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DETTAMI DEL VAFFANBLOG

- Questo blog nasce per puro spirito egocentrico (come qualsiasi blog esistente)
- Nessun bloggers è perfetto, io, ancor meno di tutti
- I fatti ivi riportati sono reali (forse), in alcuni casi i nomi sono fasulli, dettati dalla fulgida fantasia dell'autrice.
- Non pratico il virtual-sex, fino a che la legge di gravità fa il suo dovere e il mio aspetto si conserva decoroso, ciò che vivo lo voglio toccare, annusare, assaggiare e guardare.
- I commenti negativi non verranno cancellati. In caso di critiche intelligenti e stimolanti, aspettatevi adeguate risposte.

 
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